giovedì 17 agosto 2017

Gli Etruschi di Marzabotto domani ospiti de La Vita in Diretta.

Generale Velthur, Regina Ramtha,Helinai
Domani, venerdì 18 agosto, alle 16,  La Vita in Diretta di Rai1 trasmetterà una visita al Museo Etrusco di Marzabotto. 
La trasmissione è dedicata alla Via Etrusca del Ferro dall'Isola d'Elba a Spina nel ferrarese e, nella rievocazione, non poteva mancare la tappa di Marzabotto, l'antica Kainua al centro dello snodo commerciale etrusco fra il Tirreno e l'Adriatico. 
Gli etruschi avevano trovato sull'Isola d' Elba un importantissimo giacimento metallurgico e i materiali scavati venivano commercializzati in tutta Europa seguendo appunto la Via del Ferro. 
L'antica Via del Ferro
L'iniziativa di riscoprire e valorizzare l'antica via transappennica è di Gianfranco Bracci e Marco Parlanti che, presi dall'affascinate storia dell'antica strada, hanno scritto un romanzo intitolato ' I Segreti della Via Etrusca', in cui raccontano l'avventura di un magnifico ritrovamento di resti facenti parte di una ricca toma sita in un centro etrusco sull'antica arteria. 

Marzabotto ha participatio all'incontro ripreso dalla RAI fornendo alcuni dei rievocatori del Popolo di Kainua: Gianni Passini che ha impersonato il  generale etrusco Velthur, Fabiana Nanni la Regina Ramtha e Maria Elena Landi l'aristocratica Helinai. 

Ha guidato l'incontro Nicola Mastronardi. 

Velthur e Ramtha alla necropoli
Il Generale Velthur Kaiknas

Helinai con l'insegna del Popolo di Kainua alla necropoli
La Regina Ramtha Rakalu

A Sasso Marconi un focolaio di peste delle api. Si corre ai ripari.


A Sasso Marconi è arrivato 'Paenibacillus larvae' agente eziologico della peste americana delle larve di ape. I controlli ne hanno rintracciato un focolare in un apiario in via Mongardino gestito da un apicoltore di Crespellano.

Del fatto è stato informata l'amministrazione comunale che, al fine di circoscrivere il pericolo e scongiurare il diffondersi della malattia agli altri allevamenti, ha immediatamente provveduto a emanare un'ordinanza per imporre all'operatore le azioni di profilassi previste in questi casi:

ORDINANZA SINDACALE N. 22 DEL 16/08/2017
 
OGGETTO: FOCOLAIO PESTE AMERICANA DELLE API


Visto il Regolamento di Polizia Veterinaria; Viste le Linee guida per la profilassi della peste americana in Emilia Romagna; Visto il Piano integrato igienico-sanitario per la tutela delle api in Emilia Romagna del 14/06/2010; Vista la nota del Ministero della Salute 7575-P del 18/04/2012 “Regolamento di Polizia Veterinaria Art.155 misure di controllo della Peste Americana”; Viste le Linee Guida per la gestione dei focolai di peste americana delle api in Emilia Romagna prot. PG/2013/77733 del 26/03/2013; Considerato che il campione di favo di covata, prelevato da personale del Servizio Veterinario dell’AUSL di Bologna presso l’apiario sito in via Mongardino, inviato in data 13/07/2017 all’IZS sezione di Bologna, ha dato esito positivo per Paenibacillus larvae, agente eziologico della Peste americana delle api
Ordina al titolare dell’apiario
  1. L’identificazione univoca e indelebile di tutti gli alveari che compongono l’apiario;
  2. Il blocco della movimentazione degli alveari e del materiale biologico vivo componenti l’apiario, fino ad estinzione del focolaio;
  3. La distruzione immediata degli alveari con malattia conclamata, la soppressione delle api deve essere effettuata con zolfo o altra sostanza idonea; qualora la prevalenza della malattia sia elevata è possibile valutare la distruzione dell’intero apiario;
  4. La disinfezione degli attrezzi contaminati con mezzi adeguati (immersione in soluzione bollente all’1% di soda caustica, lavaggio con soluzioni a base di ipoclorito e flambaggio, o irradiazione con raggi (gamma).
  5. La distruzione degli alveari infestati mediante incenerimento, in alternativa possono essere sottoposti a trattamento di bonifica con raggi gamma. In questo caso i favi contenenti le covate e parti non recuperabili vanno comunque distrutti mediante incenerimento. Il materiale destinato alla bonifica mediante irraggiamento va mantenuto inaccessibile alle api fino al trattamento.
  6. La consegna della certificazione attestante l’avvenuto trattamento di bonifica mediante raggi gamma, al servizio veterinario dell’Az.USL di Bologna.
    Di dare atto che la presente ordinanza è esecutiva dalla data di sottoscrizione.
    Lì, 16/08/2017
    LA VICE-SINDACO
    LENZI MARILENA

Alto Reno Terme. “Tranquillo che paga lo zio”. Va al ristorante, mangia, si scola due bottiglie di vino pregiato e si allontana senza pagare. Quarantasettenne denunciato dai Carabinieri.

Tenta il colpo del 'portoghese' ma gli va fatta male: arrivano i Carabinieri e trovano che è tutto 'falso' persino la carta di identità. 

I Carabinieri della Stazione di Alto Reno Terme hanno denunciato un quarantasettenne di Pistoia per insolvenza fraudolenta e ricettazione. E’ accaduto domenica scorsa, presso un ristorante di Alto Reno Terme, dove il quarantasettenne si era recato per pranzare. Dopo un pasto abbondante, accompagnato da due bottiglie di vino pregiato, il “cliente” si è alzato dal tavolo, si è congratulato per l’ottima cucina e prima di andare via ha rassicurato il titolare che il conto, di 76 euro, lo avrebbe saldato lo zio. Inoltre, per tranquillizzare il ristoratore, il cliente mostrava la carta d’identità del parente e usciva. Alla vista del documento, il titolare si è insospettito e ha chiamato subito il 112. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di risalire all’autore, il quarantasettenne pistoiese, gravato da precedenti di polizia. In merito alla carta d’identità del fantomatico zio, è emerso che era stata rubata il giorno prima a un settantaquattrenne del luogo.  


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

Il consuntivo del Comando Provinciale dei Carabinieri su un servizio straordinario a Ferragosto: 1 arresto, 2 denunce, 74 persone identificate, 40 automobili controllate, 6 automobilisti sanzionati e 3 patenti di guida ritirate.


I Carabinieri della Compagnia Bologna Centro hanno arrestato una persona e ne hanno denunciate due durante un servizio straordinario di controllo del territorio eseguito per le strade del centro cittadino. L’arrestato, marocchino ventiseienne, senza fissa dimora e con precedenti di polizia (v. comunicato stampa del 6 settembre 2014 – all’epoca del fatto ventitreenne), è finito in manette a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Bologna, in sostituzione di un altro provvedimento, un divieto di dimora nel comune di Bologna che lo stesso aveva ricevuto ma non rispettato.
Prima di essere tradotto carcere, il marocchino è stato perquisito e trovato in possesso di una dose di hashish. Le denunce hanno interessato un trentanovenne moldavo e un ventiquattrenne bolognese. Il primo dovrà rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale, perché, mentre si trovava a bordo di un taxi, ha rivolto un gesto offensivo ai Carabinieri, impegnati in un posto di controllo alla circolazione stradale. Il secondo soggetto, invece, è stato denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere, perché deteneva un coltello a serramanico. Il servizio è terminato con l’identificazione di settantaquattro persone e il controllo di quaranta automobili, da cui sono scaturite sei sanzioni al codice della strada e il ritiro di tre patenti di guida.    
 
Bologna, 6 settembre 2014 – Altri tre arresti per spaccio di sostanze stupefacenti eseguiti dai Carabinieri del Nucleo Operativo.
I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro hanno arrestato altri tre marocchini di 23, 36 e 41 anni per reati in materia di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il 23enne e il 41enne sono stati identificati alle ore 22:00 di ieri in piazza San Francesco per aver proposto l’acquisto di 2.5 grammi di hashish ai Carabinieri che indossando gli abiti civili sono stati scambiati per potenziali acquirenti di sostanze stupefacenti. Il più giovane è stato trovato in possesso di ulteriori 6 grammi della stessa sostanza e di 20 euro in contanti. […]

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

Gli agricoltori emiliano-romagnoli abbandonano la frutticoltura.

Dal 1994 perso il 43% frutteti in Emilia Romagna. In poco più di 20 anni passati da 99.438 ettari a 57.599 ettari

Da ANSA
 
In poco più di 20 anni, dal 1994 ad oggi, la superficie dedicata ai frutteti, in Emilia-Romagna, si è quasi dimezzata passando da 99.438 a 57.559 ettari, il 43% in meno, nonostante sia migliorata la produttività per ettaro.
    E' quanto emerge da una analisi condotta dalla Confagricoltura regionale.
    In particolare la superficie coltivata a pesche è scesa da 20.988 a 6.106 ettari e quella a nettarine da 17.728 a 8.563; la pericoltura ha cancellato quasi 10.000 ettari ridimensionando le sue coltivazioni da 30.715 a 20.095 ettari e la melicoltura si è ridotta da 11.733 a 4.821.
    Guardando ai costi di produzione, quest'anno - causa siccità - sono lievitati per l'aggravio legato al consumo di energia elettrica: l'irrigazione di soccorso è costata 5 centesimi in più al kg. Chi conferisce pesche, puntualizza l'associazione percepisce 10-19 cent/kg a fronte di un costo di produzione medio di 50 cent/kg; chi ha raccolto solo albicocche piccole, porta a casa 4-6 cent/kg ma ne ha spesi in media 65-75.